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Unitarianismo
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Lmwba'mwbqunitarianismo è un movimento religioso nato all'interno del mwbgcristianesimo mwbwprotestante che rifiuta l'idea di mwcaTrinità - la dottrina secondo cui in mwcqDio sussistano tre persone coeterne e coeguali - e quindi pone in dubbio la divinità derivata dalla matrice della parola greca Trias (τριάς) significa semplicemente "triade" o "numero tre". Si tratta di un concetto già presente in alcune correnti del cristianesimo primitivo, soprattutto fra gli ebioniti (II-III secolo) e gli ariani (IV e VIII secolo).
Riconferma la pienezza della divinità Cristica come il "Verbo" che si è fatto carne.
Indica il Principio, nello specifico "lo Spirito si fece carne".
Nell'evoluzione "UNITARIA" si riconferma come unico Dio Gesù Cristo come riferimento 1 Giovanni 5: 20 e Isaia 9: 5-6.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Origini moderne (1500-1700)
Il movimento moderno degli unitariani si può far risalire ai primi decenni del mweqCinquecento. I primi unitariani che lasciarono traccia di sé furono mwegMartin Borrhaus detto Cellarius (mwew1499-mwfa1564), mwfqMichele Serveto (mwfg1511-mwfw1553) e mwgaBernardino Ochino (mwgq1487-mwgg1564). Serveto nel mwgw1531 pubblicò il mwhamwhqDe Trinitatis erroribus, che «scandalizzò» protestanti e mwhgcattolici per aver attaccato il mwhwdogma trinitario. Serveto fu mwiacondannato a morte per mwiqeresia e fu messo al mwigrogo dai mwiwcalvinisti a mwjaGinevra (mwjqSvizzera) nel mwjg1553.
Due centri di diffusione del primo unitarismo furono la mwkaPolonia e la mwkqTransilvania.
La diffusione in mwkwTransilvania ebbe origine nel mwla1562, quando vi giunse, proveniente dalla Polonia, il medico italiano e dissidente religioso mwlqGiovanni Giorgio Biandrata, che convertì all'unitarianesimo mwlgFerenc Dávid, il principale esponente del protestantesimo in Transilvania. Dávid era stato prima a capo della mwlwchiesa luterana, ma si era successivamente convertito al mwmacalvinismo. La lettura della famosa mwmqChristianismi restitutio (mwmgLa restaurazione del cristianesimo) di mwmwMichele Serveto, di cui Biandrata gli aveva portato una copia, lo spinsero a scrivere a sua volta il mwnaDe vera et falsa unius Dei, Filii et Spiritus Sanctii cognitione (mwnqDella falsa e vera conoscenza dell'unico Dio, Figlio e Spirito Santo), nel quale il riformatore transilvano ridicolizzava la dottrina della Trinità e perorava la causa della mwngtolleranza religiosa per tutte le fedi. Questo discorso fu poi ripreso durante la dieta di mwnwTorda nel gennaio mwoa1568, dove mwoqGiovanni II d'Ungheria, principe di Transilvania, riconobbe la piena libertà a tutte le confessioni religiose: fu la prima dichiarazione al mondo di tolleranza religiosa mai pronunciata da un regnante. E l' [[Editto di Milano]] e l' [[Editto di Serdica]] ? Oltre a questo il principe aderì apertamente all'unitarianismo con molti nobili della corte e Dávid divenne il capo della Chiesa Unitariana di Transilvania. Poco dopo, però, Giovanni morì e l'unitarianismo fu avversato dai suoi successori. Nel frattempo Dávid aveva aderito alle idee portategli nel mwpa1570 da Giacomo Paleologo, che disconosceva anche il ruolo guida di Gesù Cristo, ruolo riconosciuto invece da Biandrata e da Socini. Dávid fu imprigionato nel 1579, dopo una denuncia di Biandrata, e poco dopo morì.
Le comunità unitariane polacche divennero note sotto il nome di "Fratelli Polacchi" o mwpwsociniani, da mwqaLelio Socini (o Sozzini, mwqq1525-mwqg1562), un italiano che aveva subito l'influenza di Serveto e il cui nipote mwqwFausto Socini (mwra1539-mwrq1604) si recò in Polonia dove divenne uno degli esponenti di spicco del movimento. Dopo il mwrg1574, quando Fausto Socini assunse la guida del gruppo, l'unitarianismo si diffuse più rapidamente. Il suo centro intellettuale era mwrwRaków, in mwsaPolonia, dove venne pubblicata nel mwsq1605 una confessione di fede unitariana, il cosiddetto mwsgmwswcatechismo racoviano.
Durante il regno del re cattolico polacco mwtqSigismondo III Vasa (dal mwtg1587 al mwtw1632) cominciò a delinearsi una reazione. La comunità di Rakow venne soppressa nel mwua1638. Nel mwuq1658 gli unitariani vennero posti di fronte alla scelta di conformarsi alla dottrina tradizionale della Trinità o di andare in esilio. Molti scelsero l'esilio ed emigrarono nei mwugPaesi Bassi, in mwuwUngheria e in mwvaInghilterra, dove diffusero l'unitarianismo. John Biddle (mwvg1615-mwvw1662) è comunemente considerato il fondatore dell'unitarianismo inglese. Tradusse il mwwacatechismo racoviano nel mwwq1652. Il Parlamento inglese ne fece sequestrare e bruciare delle copie e fece imprigionare Biddle. Sebbene rilasciato per qualche tempo, egli fu nuovamente arrestato e morì in mwwgprigione.
Dall'età dei lumi in poi 1700 - oggi
Inghilterra e Irlanda
Ma nell'atmosfera razionalistica del mwzqXVIII secolo, molte mwzgchiese presbiteriane inglesi e mwzwbattiste generali un po' per volta adottarono idee sociniane e infine unitariane. Fra coloro che condivisero convinzioni vicine all'unitarismo ci furono il grande poeta inglese mwaaJohn Milton (mwaq1608-mwag1674), autore del famoso poema biblico mwawmwbaParadiso perduto, mwbqIsaac Newton (1642-1727), che confutò nei suoi scritti la Trinità ed è a volte considerato un sociniano e la scrittrice e filosofa mwbgHarriet Martineau.
Nel mwdg1773 il liberale anglicano Theophilus Lindsey uscì dalla Chiesa d'Inghilterra e fondò a mweaLondra, nella Essex Chapel, la prima comunità autonoma unitariana. Ora l'unitarismo si diffuse molto in fretta, grazie all'alacre lavoro di missionari, al vigore intellettuale dell'Accademia di Warrington (controllata dagli unitariani) e agli insegnamenti del famoso chimico scopritore dell'ossigeno e teologo mwewJoseph Priestley (1733-1804).
Gli unitariani in Scozia erano sempre stati più conservatori di quelli di Inghilterra, e più vicini agli unitariani del XVII secolo come John Biddle, che a mwhaJoseph Priestley. Nel 1849, alcuni unitariani conservatori a Edimburgo e altrove si separarono e si unirono al movimento fondato da John Thomas, i mwhqcristadelfiani, che unì una cristologia apertamente sociniana con la fede mwhgavventista.cite-ref-1[1] La creazione di chiese cristadelfiane in tutte le principali città della Scozia dal 1850-1870 ha effettivamente eliminato completamente l'ala fondamentalista del movimento unitariano.cite-ref-2[2]
Nord America
Nel nord America le dottrine unitariane si diffusero solo negli ultimi anni del secolo XVIII, in seno ai congregazionalisti nel mwkgNew England. Il primo a autodefinirsi unitariani fu un episcopaliano, James Freeman. La mwlaKing's Chapel, a mwlqBoston, divenne nel mwlg1785 la prima Chiesa unitariana nel nuovo mondo. Dopo la rivoluzione, l'unitarismo americano conobbe un ritmo di crescita molto rapido. Esso fu incoraggiato da Joseph Priestley che era fuggito dall'Inghilterra in America nel mwlw1794. W. E. Channing, ministro della Chiesa congregazionalista di Federal Street a mwmaBoston, dal mwmq1803 aiutò a propagare la fede unitariana. Nel 1816 venne fondata la famosa scuola di teologia di mwmgHarvard, che in breve divenne il centro del pensiero unitariano. Lo stesso mwmwRalph Waldo Emerson, il grande filosofo statunitense, fu per alcuni anni pastore unitariano a Boston.
Nel mwnq1825 le comunità unitariane che vivevano sparpagliate ovunque (come le loro consorelle in Inghilterra) si organizzarono sotto una sola denominazione confessionale, nota come Associazione americana unitariani, con il quartier generale a mwnwBoston. In mwoaEuropa sono ancora presenti in mwoqInghilterra, in mwogNorvegia, in mwowSvizzera e in mwpaTransilvania (mwpqRomania).
Appartenente alla Chiesa unitaria fu il filosofo e teologo statunitense mwpwFrancis Ellingwood Abbot (mwqa1836 – mwqq1903) cui si deve un tentativo di ricostruire la Teologia coerentemente al metodo della scienza. Sostenitore della "libera religione", egli affermò che il cristianesimo, se lo si intende come fondato sulla figura divina di Cristo, non può essere ormai ritenuto valido. Rifiutò ogni dogma e ogni asserzione di fede appoggiata alla Scrittura o alle parole del Credo, e volle insegnare il principio che la verità è alla portata di ogni individuo.
Italia
Le radici storiche dell'unitarianismo italiano affondano nei nuclei antitrinitari della Riforma radicale, che nel mwra1550 tennero concilio a mwrqVenezia, in condizioni di clandestinità, ma solo nel mwrg1870 si formò a mwrwMilano, per impulso del patriota conte mwsaFerdinando Bracciforti, la prima comunità unitariana ufficiale. Da essa germinò il giornale mwsqLa Riforma del XIX secolo, che patrocinò un'inchiesta tra gli esponenti del mwsgRisorgimento nazionale e dell'Italia unitaria, dalla quale emerse che numerosi tra loro (ad esempio il ministro mwswTerenzio Mamiani Della Rovere) avrebbero volentieri "sostituito" l'unitarianismo al Cattolicesimo come "mwtareligione di Stato", ipotesi impraticabile sia per il radicamento della mwtqChiesa di Roma che per la natura libera, mwtgcongregazionale, della fede unitariana.
Contatti con unitariani e simpatie per l'unitarianesimo ebbero anche mwuaGiuseppe Mazzini e mwuqGiuseppe Garibaldi. Nel suo esilio a Londra, Mazzini conobbe gli unitariani più influenti, che gravitavano intorno alla Cappella di South Place, quali William Shaen (che lo aiutò anche a stabilire una scuola per bambini italiani a Londra)cite-ref-3[3], Peter Alfred Taylor (che presiedette poi la Società degli Amici d'Italia, fondata da Mazzini per raccogliere ed organizzare le attività dei rifugiati italiani e le simpatie straniere verso la causa dell'unità d'Italia)cite-ref-4[4] e Francis William Newman (che partecipò anche lui alle attività della Società degli Amici d'Italia)cite-ref-5[5]. Mazzini tenne anche un discorso presso la South Place Chapel, edito poi nel 1872cite-ref-6[6]. La considerazione che gli unitariani anglo-sassoni avevano di Mazzini è tale che alla sua morte, nel 1872, furono organizzate commemorazioni in diverse congregazioni (a Londra, ma anche a Glasgow, come testimoniato da un sermone di John Page Hoppscite-ref-7[7]; nel 1878, poi, gli unitariani presero parte alla celebrazione di Mazzini a New York, in occasione della dedica di un busto, ancora presente, in Central Park). Le affinità tra il pensiero religioso mazziniano e l'unitarianesimo (quali la centralità dell'essere umano e l'apertura ad una religiosità che travalichi la tradizione cristiana) erano d'altronde tali da spingere M.J. Savage a definire Mazzini unitariano ed a porlo tra i riferimenti culturali dell'unitarianesimo nello scritto mwzgOur Unitarian Gospel – The good news of the blessed God del 1898cite-ref-8[8]. La considerazione di Mazzini per l'Unitarianesimo è, invece, palesata nel suo scritto mw0wDell'Ungheria, nel quale egli afferma: "La riforma del Cristianesimo è innanzi molto (nell'Ungheria). Il mw1aSocinianesimo conta numerosi proseliti. Molte chiese portano in fronte l'iscrizione: Uni Deo; e la Transilvania racchiude più cristiani unitari, che non altri paesi del continente europeo. La religione unitaria, fondata sul libero esame e sull'autorità inviolabile della umana ragione, presenta uno dei filosofici sensi dell'Evangelio. E la libertà del pensiero nelle dottrine filosofiche e religiose è scala alla politica libertà"(Dell'Ungheria, vol. III, pp.mw1q 111–112)cite-ref-9[9].
Giuseppe Garibaldi figura, invece, tra gli abbonati della rivista mw2wLa Riforma del XIX secolo, organo degli unitariani italiani che si raccolsero intorno a Ferdinando Bracciforti. Traendo spunto da alcuni scritti di Garibaldi agli operai genovesi, Pietro Sbarbaro, professore ed irruente polemista, anch'egli unitariano e collaboratore della rivista, afferma che la "religione di Dio" propugnata da Garibaldi altro non è che l'unitarianesimo. Due numeri più tardi è pubblicata la risposta di Garibaldi stesso, che, senza professarsi unitariano, non rifiuta, però, il paragone e lo interpreta anzi come un incoraggiamento a proseguire nel professare la sua posizione religiosacite-ref-10[10].
Nel mw4qsecondo decennio del Novecento si formò, ad opera del pastore Gaetano Conte, l'Associazione Italiana dei Liberi Credenti, di orientamento apertamente unitariano ma mirante, dopo le difficoltà incontrate dalla comunità milanese, a fungere da "lievito" nei confronti del protestantesimo italiano più che a sviluppare una dimensione ecclesiale autonoma.
Nel 1934 aderì ufficialmente alla Chiesa Unitariana mw4wCamillo Olivetti, fondatore di una celebre dinastia industriale, che aveva scoperto l'unitarianesimo studiando negli Stati Uniti presso la Stanford University. Olivetti seguì i congressi unitariani di Parigi e Londra ed aprì una sede unitariana a Milano. Si avvicinò all'Unitarianesimo anche Giovanni Pioli, ex sacerdote cattolico, modernista, allievo dello storico e teologo mw5aErnesto Buonaiuti. Incoraggiato da Olivetti stesso, Pioli fu autore di un notevole saggio sulle radici storiche dell'Unitarianesimo dal titolo mw5qFausto Socino: vita, opere, fortuna: contributo alla storia del liberalismo religioso moderno (Modena: Guanda, 1952)cite-ref-11[11]
All'inizio degli anni '60 si avvicinò al cristianesimo unitariano Umberto Pagnotta (1932-2019), docente di filosofia, che unì alcune persone in una Comunione Unitariana Italiana, la cui esperienza si concluse alla fine degli anni '80. Ad essa aderì, nel 1978, l'ex studente mw6wMichele Moramarco. La predicazione unitariana fu richiesta a mw7aReggio Emilia, dove alla fine del decennio venne aperta una piccola mw7qcappella. L'attività degli Unitariani a Reggio Emilia resta documentata dall'articolo del rev. Frank Walker sull'organo unitariano inglese mw7gThe Inquirer (mw7wUnitarians in Italy, 22 novembre 1986). Lo stesso Walker, ministro della Unitarian Church di Cambridge (Inghilterra), celebrò il primo battesimo unitariano (o "dedicazione") in Italia, quello di Graziano Moramarco.
Successivamente Michele Moramarco, dopo un tentativo di mw8qrevival della Universalist Church of America in sinergia con Joseph L. Gentili - che contestava la deriva mw8gliberal dell'unitarianesimo statunitense - si avvicinò alla mw8wreligione zoroastriana interpretata in chiave universalista, per avviare poi una Fraternità Mazdea Cristiana, mirante a una forma ecumenica, fondata sulla visione di una parentela spirituale fra Zarathustra e Gesù. Occupatosi poi della corrente mw9aanglicana detta "latitudinaria" e della vicenda spirituale di mw9qCharles Loyson, è approdato a una comunità "pan-cristiana" (mw9gHoly Spirit Universal Tabernacle), contestualmente riprendendo - agli inizi del 2019 - una testimonianza ecclesiale riformata universalista.
In Italia le due anime dell'unitarianismo, cristiana e universalista, che dall'inizio del nuovo millennio sono in ripresa, pur partendo da una solida base comune han deciso un cammino parallelo, seguendo una tendenza per altro comune già in molte parti del mondo. Vi sono così:
1. Gli mw-aUnitariani Universalisti, credono nell'inerente valore e dignità di ogni persona e nella libera e responsabile ricerca della mw-qverità e del significato della mw-gvita senza imporre dei mw-wdogmi religiosi. Nata come denominazione cristiana, nel tempo la "Chiesa della Mente Aperta" (così si chiama la Chiesa degli Unitariani Universalisti, in Italia) è diventata un luogo di incontro e di crescita mwaqaspirituale di persone di ogni mwaqefede e di nessuna.
2. I Cristiani Unitariani, invece, pur nel totale rispetto e mwaqmtolleranza di ogni altra cultura, conservano la centralità del mwaqqGesù storico, il rifiuto della mwaquTrinità (la natura divina di Gesù Cristo), ed una struttura confessionale organizzata in chiese.
Prime pubblicazioni
Le prime pubblicazioni a carattere teologico e mwaqgpastorale della Chiesa unitaria furono, in ordine: mwaqkTheological Repository di mwaqoPriestley (pubblicato dal 1769 al 1788), il mwaqsMonthly Repository (in stampa dal 1806 al 1838), mwaqwThe Christian Reformer (dal 1834 al 1863),mwaq0The Christian Teacher (1835–1844), mwaq4The Prospective Review (1845–1854), mwaq8The National Review (1855–1864), mwaraTheological Review (1864–1879), e mwareThe Hibbert Journal, una delle iniziative editoriali dell'mwariHibbert Trust, fondato da Robert Hibbert (1770-1849) e chiamato originariamente mwarmAnti-trinitarian Fund. A partire dal 1853, quest'ultimo assegnò borse di studio a studenti e dottorandi in teologia, supportando una conferenza annuale negli anni dal 1878 al 1894.
Note
cite-note-11. ↑ Norrie, William, mwaroThe Early History of the Gospel of the Kingdom of God in Britain Edimburgo 1904
cite-note-22. ↑ Wilson, Andrew, mwar4The History of the Christadelphians 1864-1885, Shalom Publications, 1994.
cite-note-33. ↑ Judy Slinn, "Shaen, William (1821–1887), radical and lawyer" in mwasiOxford Dictionary od National Biography, Oxford University Press 2004–11
cite-note-44. ↑ James Ramsay MacDonald, "Taylor, Peter Alfred" in mwasyOxford Dictionary of National Biography, 1885-1900, Volume 55, Oxford University Press 2004–11
cite-note-55. ↑ mwasomwassmwaswFrancis William Newman Research Center, su mwas0fwnewman.org.
cite-note-66. ↑ G. Mazzini, mwateA Discourse Given at South Place Chapel, Finsbury (1872)
cite-note-77. ↑ John Page Hopps, "In memory of Mazzini: Spoken in the Unitarian Church", Glasgow, March 31, 1872
cite-note-88. ↑ M.J. Savage, mwatgOur Unitarian Gospel - The good news of the blessed God, Boston Geo. II., 141 Franklin Street (1898)
cite-note-99. ↑ G.Mazzini, mwatwDell'Ungheria
cite-note-1010. ↑ mwauaLa Riforma del XIX secolo. Anno I, N.8 e N.10. Copie originali presso la Biblioteca della Facoltà Valdese di Teologia, Roma
cite-note-1111. ↑ G.Bouchard, mwauqI dilemmi del protestantesimo calvinista: dal rogo di Serveto all'età del pluralismo, in C.Mornese e G.Buratti (a cura di), mwauuEretici dimenticati: dal Medioevo alla Modernità, DeriveApprodi, Roma 2004
Voci correlate
• mwaukAntitrinitarismo
• mwausChiese protestanti in Italia
• mwau0Protestantesimo in Italia
• mwau8Restaurazionismo
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefdizionario-di-storiaunitarismo, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Unitarian, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefenciclopedia-canadese(EN, FR) Unitarianismo, su Enciclopedia canadese.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Unitarianismo, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• citerefsep-trinity-unitarianism(EN) Dale Tuggy, Unitarianism, in Edward N. Zalta (a cura di), Stanford Encyclopedia of Philosophy, Center for the Study of Language and Information (CSLI), Università di Stanford.
• mwavcSito ufficiale degli Cominione Unitariana Italiana, su unitariani.it. URL consultato il 9 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 10 dicembre 2017).
• mwavkSito ufficiale degli Unitariani Universalisti in Italia, su uua.it.
• mwavsUnitarianismo (o unitarismo o antitrinitarismo) (XVI - XVII secolo), su eresie.com. nel mwavwDizionario del pensiero cristiano alternativo, sito eresie.it. mwav0URL visitato il 7/03/2012
• mwav8Dàvid Ferenc e Chiesa Unitariana di Transilvania, su eresie.com. nel mwawaDizionario del pensiero cristiano alternativo, sito eresie.it. mwaweURL visitato il 7/03/2012
• mwawmGli unitariani, sito Cesnur.com, su cesnur.com.